74\Raja Harishchandra

Il 13 maggio del 2013, il cinema indiano ha compiuto 100 anni.

Siamo a Bombay nel 1913, nell’India coloniale britannica, e un coraggioso indiano, fotografo, regista, sceneggiatore e produttore Dadasaheb Phalke, con l’aiuto della moglie costumista e cuoca, presenta davanti a un pubblico di invitati il lungometraggio “Raja Harishchandra”.

Un film mitologico, muto e in bianco e nero, con più di 500 comparse che conquista subito la platea e decreta l’inizio dell’industria cinematografica indiana.

Oggi il cinema di Bollywood (neologismo che deriva dalla fusione di Bombay -l’antica denominazione dell’attuale Mumbai – con quello di Hollywood -, la capitale del cinema americano) produce più di mille pellicole all’anno, dà lavoro a sei milioni di persone, per un giro d’affari di più di due miliardi di dollari.

 

Esiste un’altra capitale dell’industria dei sogni,:  è Lagos, in Nigeria. A “Nollywood” oggi vengono prodotti più di 90 nuovi titoli al mese di film a basso costo.