90\Totem e Tabù

Nel 1913 Sigmund Freud, il fondatore della psicoanalisi, pubblica il saggio “Totem e Tabù”.

A quell’epoca Freud, medico, neurologo e terapista, è già molto conosciuto. Aveva pubblicato “L’interpretazione dei sogni”, l’analisi di molti casi clinici e vari saggi sulle patologie della vita quotidiana, come lapsus e battute di spirito.

In “Totem e Tabù” Freud sposta l’attenzione dall’individuo nevrotico alla società. In particolare è affascinato dai racconti degli antropologi e cerca di individuare un parallelismo tra la vita mentale dei popoli primitivi e quella dei nevrotici.

Un tabù, per Freud, è un’azione proibita dalla coscienza individuale e sociale, ma per la quale gli individui proverebbero istintivamente inclinazione.

Nella sua lunga carriera, morirà piuttosto anziano a Londra, Freud è stato in perenne altalena tra grandi riconoscimenti e il sospetto degli scienziati, scettici di fronte alla nozione fondamentale della sua teoria, quella di inconscio.

 

“E’ impossibile conoscere gli uomini senza conoscere la forza delle parole.”
Sigmund Freud